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Turismo Riduci
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Castello Branciforti Riduci
Il Castello Branciforti si erge nella parte alta del centro abitato, in una posizione non molto strategica ma fondamentale per il controllo della trazzera Regia che passava lì vicina. Su antiche preesistenze probabilmente romane, il conte Ruggero d’Altavilla fondò una salda costruzione per la difesa dei luoghi appena conquistati e che poneva sotto suo diretto dominio. Il castello, che per tutto il periodo Regio svolse le funzioni di difesa e di alloggio per i funzionari del Regno, si trovò, sotto la signoria degli Orioles, a subire importanti modifiche strutturali, miranti a trasformare l’antico fortilizio medievale in un Maniero che fosse in grado di ospitare una famiglia nobiliare del loro rango. Con i Branciforti il Maniero divenne luogo di rappresentanza politico-amministrativa, fino a quando, con la caduta degli stati feudali, nel 1812, venne trasformato in carcere giudiziario, e tale restò sino agli anni ’60 del Novecento. Dopo un periodo di declino ed abbandono, un restauro di fine Novecento ha ridonato lustro e splendore alla vetusto edificio. All’esterno la struttura si presenta come un massiccio edificio quadrangolare, fiancheggiato da due torri circolari, delle quali una crollata. Diverse porte, aperte nel XIX secolo quando la struttura venne trasformata in carcere, costituiscono l’accesso al piano terra. Imponenti finestroni si aprono nella parte alta, in pietra arenaria.

Il piano terra si divide in due parti: a destra dell’ingresso stanno diversi stanzoni collegati l’uno all’altro da grandi arconi in arenaria, del XVI secolo: gli ambienti si articolano in varie stanze: queste, in periodo regio, erano adibite a locali per le guardie, mentre con i Branciforti divengono magazzini e vengono messe in collegamento gli uni con gli altri. In fondo, una stanza con l’antico selciato, era probabilmente a cappella. A sinistra dell’accesso stanno, invece, le aule adibite a carcere giudiziario, che si insediò in antichi ambienti medievali, caratteristici per lo spessore delle mura; il piano terra della torre ha poi una antica volta a pseudo-cupola e funse, dall’Ottocento in poi, da dormitorio per i detenuti. Il piano terra e il piano superiore sono messi in collegamento da un grande scalone in pietra arenaria. Da un grande portale anch’esso in arenaria, che è soprastato da uno stemma marmoreo dei Branciforti, di forma romboidale, si entra nella sala di rappresentanza, l’aula più vasta all’interno della struttura, ingentilita da un camino e da una volta a lunette sorrette da peducci in arenaria. Dal lato monte si apre, infine, la vasta corte interna, nella quale si trova un antico pozzo di probabile fattura romana.

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